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Riforma del Terzo settore: tra volontariato e nuove opportunità di lavoro

03/07/2017

Le associazioni di volontariato e le cooperative non possono farsi carico da sole di fornire sostegno e dare risposte ai bisogni di quella parte di popolazione che vive quotidianamente un disagio socio-economico. Le istituzioni devono assumere precise responsabilità in tema di welfare. E una riposta è data proprio dal notevole lavoro fatto con la stesura dei decreti attuativi della riforma del terzo settore. Che saranno approvati nei prossimi giorni in Consiglio dei Ministri.” Questo preannunciava sabato 24 giugno 2017, in piazza Santa Croce, l’On.le Paolo Beni, intervenendo alla Festa de L’Unità al dibattito sulla Riforma del Terzo settore cui hanno preso parte anche il Segretario provinciale Ubaldo Pagano, l’Assessore Maria Alberga e la Presidente della Terza Commissione comunale, Concetta Tadino.

E infatti il 28 giugno 2017 avviene il via libera ai decreti attuativi della riforma del Terzo settore, varati in maniera definitiva dal Consiglio dei Ministri. La riforma mette a disposizione del Terzo settore risorse pari a 190 milioni che saranno investite in nuovi incentivi fiscali, nella nascita di un fondo progetti innovativi, nello sviluppo del Social bonus (un credito d’imposta per le erogazioni a enti del terzo settore che abbiano presentato un progetto per il recupero di immobili pubblici inutilizzati o beni confiscati alla criminalità organizzata a loro assegnati per attività di interesse generale), nel lancio dei Titoli di solidarietà, e un incremento della dotazione del Fondo per il Servizio Civile per aumentare, anche per il 2018, i posti disponibili per i giovani che vogliono fare questa esperienza. Presso le regioni sarà istituito il Registro Unico del Terzo Settore (una piattaforma nazionale) attraverso la cui iscrizione sarà possibile domandare l’accesso al Fondo progetti, al cinque per mille, agli incentivi fiscali. Entrano a far parte della riforma nuove attività, quali il commercio equo, l’alloggio sociale, il nuovo credito, l’agricoltura sociale e altro, e si apre a una parziale distribuzione degli utili. Ma soprattutto si incentiva l’investimento di capitale per le nuove imprese sociali: il 30% dell’investimento potrà essere fiscalmente deducibile o detraibile come avviene per le start-up innovative tecnologiche. Un’altra novità è che potranno acquisire la qualifica di impresa sociale tutti gli enti privati, inclusi quelli costituiti in forma societaria, che esercitano in via stabile e principale un’attività d’impresa di interesse generale, senza scopo di lucro e per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, con una gestione responsabile favorendo il più ampio coinvolgimento dei lavoratori, degli utenti e di altri soggetti interessati alle loro attività.

L’On. Beni ha annunciato, altresì, che il prossimo provvedimento nell’agenda della Commissione Affari Sociali della Camera riguarda il REI – Reddito di Inclusione sociale – misura strutturale che garantirà un sostegno economico a coloro che seguiranno un percorso formativo che consentirà loro di venir fuori dall’emarginazione sociale cui la condizione di povertà economica relega tanti.

Non vi è più il tempo dei contributi a pioggia a tutti indistintamente – ha concluso l’onorevole Beni – che producono benefici effimeri nell’immediato senza risolvere il problema ma, soprattutto, una misura di tal tenore  non sarebbe sostenibile economicamente”.

In questa filosofia del welfare generativo (prendersi cura di chi si trova in uno stato di bisogno fino a portarlo fuori da questa condizione) la Regione Puglia ha fatto da apripista con la misura del ReD – Reddito di Dignità – tante sono le domande accolte in tutta la Regione ed altrettanti sono i progetti predisposti da privati ed enti pubblici che daranno un’occasione di riscatto sociale a famiglie  che quotidianamente non riescono a fronteggiare il disagio economico.

A Palo partiranno complessivamente all’incirca cinquanta progetti di tirocini formativi predisposti sia dall’Amministrazione Comunale, per undici nostri concittadini, sia da soggetti privati e dagli Istituti scolastici del nostro paese. C’è bisogno, però, dell’apporto di tutti gli operatori economici e non che agiscono sul territorio per la formulazione dei tirocini formativi e far si che il maggior numero di domande possa essere accolto. E’ un invito – ha affermato l’Assessore Alberga a sentirsi corresponsabili della costruzione di un percorso di riscatto sociale dalle importanti ricadute anche in termini di prevenzione. 

 

 

Last modified: 03/07/2017

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