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PM10: le strategie dell’Amministrazione a tutela dei cittadini

18/06/2018

L’aria, un bene essenziale visto che non possiamo fare a meno di respirarla. Non lo percepiamo, ma è un concentrato di sostanze microscopiche, gas soprattutto, che lasciano il segno dentro di noi. Purtroppo neppure l’olfatto ci aiuta: l’assenza di odori non  implica la sua purezza. Il PM 10, per semplificare, è un insieme di polveri presenti nell’aria, che hanno dimensioni di 10 micron, 10 volte più piccole del diametro di un capello. Il PM10, come moltissimi altri inquinanti, in concentrazioni elevate, diventa dannoso per il nostro organismo. Per questo esistono delle strumentazioni idonee, le centraline, che rilevano la qualità dell’aria, e sono in grado di misurare gli inquinanti.

A Palo la centralina è l’EN05, sita in via Ungaretti, e monitora le concentrazioni di PM10, NO2 e CO: gli inquinanti che la centrale termoelettrica di Modugno potrebbe produrre, qualora i sistemi di depurazione non funzionassero adeguatamente, difatti la centralina è stata installata proprio quando è sorta tale centrale. Da alcuni anni la centralina sta segnalando alti valori di PM10, per alcuni giorni dell’anno, superiori ai limiti di legge, che prevede una concentrazione giornaliera non superiore ai 50µg/m³ e che tali superamenti non debbano essere più di 35 all’anno. Tale fenomeno dal 2015-2016 è diventato abbastanza rilevante, ma già nel 2011 furono registrati più di 35 giorni di sforamento. Il PM 10 viene prodotto dai gas di scarico dei motoveicoli, dai processi industriali, dalla combustione di materiali organici e da processi naturali, tra i quali i venti provenienti dal deserto del Sahara. Il problema dell’incremento del PM 10 è stato fin da subito sotto l’osservazione dell’Amministrazione comunale, avendo già contezza dei rischi possibili sulla salute della popolazione palese. Si è lavorato sull’ analisi delle cause per poter intervenire tempestivamente, perché, come si è detto, le cause sono numerose e le possibili azioni hanno un impatto importante sulla popolazione, per questo è necessario essere certi prima di prendere provvedimenti. Come  per la cura di un malato: prima si fa la diagnosi e poi si inizia la terapia corretta. Questo è stato l’approccio. Nell’inverno 2017 si sono acquisiti una serie di dati pregressi sullo stato della salute dell’aria di Palo e avviato un confronto serrato con gli organi preposti alla salvaguardia della salute dell’ambiente e dell’uomo: l’ARPA e la ASL, passando anche per l’Organizzazione  della Rete delle Città Sane(promossa dall’OMS), di cui anche il nostro comune è aderente da dicembre 2016. Tale interlocuzione ha prodotto, in autunno, un diretto coinvolgimento dall’ARPA che ha preso in carico tale problematica e ha realizzato un report (analisi da gennaio ad ottobre 2017) che attribuiva la causa dei superamenti  del valore del PM10 alla combustione di biomasse, ossia prevalentemente  all’accensione dei camini per il riscaldamento, essendo alti i valori soprattutto nei mesi di gennaio e febbraio e inoltre sottolineava che 7 giorni di superamento erano dovuti a fenomeni naturali  (venti provenienti dal deserto del Sahara).

Fortunatamente si escludevano cause di inquinamento da veicoli a motore, perché la CO era nella norma e altre fonti di inquinamento industriale (essendo nella norma l’NO2 e tutte le altre centraline limitrofe non avevano registrato valori elevati del PM10). Dunque il fenomeno è circoscritto al territorio palese. Nonostante tutto l’amministrazione non si è fermata: ha preteso e ottenuto un campionamento parallelo a quello della centralina EN05 per verificare la correttezza del funzionamento della centralina e ha chiesto inoltre l’analisi della tipologia delle sostanze presenti in queste polveri, la rosa dei venti e le condizioni metereologiche  delle giornate in cui ci sono stati i superamenti, oltre a un incontro con i tecnici dell’ARPA per analizzare e sviluppare strategie per la risoluzione del problema. Si è chiesto, inoltre, un ulteriore monitoraggio in siti diversi da quello di via Ungaretti, per verificare se il fenomeno abbia coinvolto l’intero territorio ,o solo la zona in cui sorge la centralina. Inoltre il Sindaco, a maggior tutela della salute dei cittadini, ha segnalato alla Procura della Repubblica, il fenomeno dei ripetuti superamenti del PM10. A febbraio 2018 le suddette richieste sono state ottenute e l’ARPA ha confermato il corretto funzionamento della centralina di Palo e ha ribadito l’ipotesi che il fenomeno dell’incremento del PM10 sia derivato dalla combustione di biomasse. Per permettere dei controlli più serrati e favorire una più puntuale collaborazione con l’Arpa, ad aprile 2018 il Consiglio Comunale ha approvata una convenzione con l’ARPA che prevede: 2 campagne di monitoraggio di 60 giorni ciascuna con un laboratorio mobile che permetterà l’analisi delle sostanze contenute nel PM10 e verificare la qualità dell’aria su altre zone del paese, in modo da poter confrontare al meglio i risultati delle analisi, e un monitoraggio del solo PM10 per altri 30 giorni in un sito diverso, in modo da poter incrociare al meglio i dati.

Cosa il cittadino inoltre deve sapere? In primis l’entità del fenomeno: nel 2017 si sono avuti da gennaio a maggio ben 31 superamenti, così distribuiti: gennaio e febbraio 11, marzo 4, aprile 2, maggio 3; nello stesso periodo del 2018 sono 25, così distribuiti: gennaio 19, febbraio 3, marzo 1, aprile 2, maggio 0. Sembrerebbe che la sorgente del PM10 a febbraio, e nei mesi successivi, si sia drasticamente ridotta. In tutto il 2017 i superamenti sono stati 44.

Inoltre l’incidenza sulla salute del cittadino riguarda tempi lunghi di esposizione (la letteratura medico-scientifica parla di più anni), sia per quanto riguarda i rischi cardiovascolari, sia dell’apparato respiratorio, sia soprattutto quelli relativi alle malattie neoplastiche e del sistema nervoso centrale. Importante è inoltre ricordate che il rischio aumenta in presenza di altri inquinanti ambientali, non ultimo il fumo di sigaretta.

A breve avremo l’analisi dei dati del 2018 e verrà elaborato il programma dei campionamenti aggiuntivi, così da fare presto chiarezza sulle cause e intervenire nell’immediato.

 

Last modified: 18/06/2018

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